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Murene, gronghi ed anguille davanti ad un esame del sangue

Talvolta siamo portati a pensare che le differenze che riscontriamo tra gli esseri umani, le caratteristiche individuali, non abbiano un riflesso anche nel mondo animale o vegetale.

Prendiamo ad esempio la composizione del sangue degli animali: specie diverse hanno ovviamente sangue diverso. A fronte di questa apparente ovvietà, pochi sono gli studi che mettono a confronto il sangue di diversi tipi di animali. Sapere però quali sono le caratteristiche delle diverse specie permette di capire se vi possono essere in corso fenomeni di stress dovuti a specifiche condizioni ambientali (malattie, infezioni parassitarie, bioaccumulazione, effetti nocivi di alcuni inquinanti, ecc.).

Conoscere le caratteristiche fisiologiche, tuttavia, non serve solo per il monitoraggio ambientale, ma può anche servire a capire meglio le loro abitudini di vita.

Ad esempio, l’ematocrito sappiamo che indica la percentuale del volume (della componente non acquosa) del sangue composta da globuli rossi (le cellule che legano l’ossigeno e lo trasportano all’interno del flusso sanguigno). La più bassa percentuale è quella di razze, squali e pesci ossei (20-40%), poi ci sono i mammiferi, come gli umani (40-45%) ed infine i mammiferi con il più alto ematocrito: i mammiferi marini che hanno bisogno di accumulare tanto ossigeno nel sangue per le loro prolungate apnee (65%). Anche per quel che riguarda il sistema immunitario, i cosiddetti globuli bianchi, tra specie e specie si distinguono cellule dalle funzioni diverse e dalla concentrazione diversa.

Uno studio del 2013 si è concentrato nell’analizzare le caratteristiche del sangue di tre anguilliformi: murena (Muraena helena), gronghi (Conger conger) e Anguille (Anguilla anguilla). I risultati sono stati per certi versi sorprendenti!

sangue murena grongo anguilla

L’ematocrito

Gronghi e murene, entrambe specie dalle abitudini prevalentemente sedentarie, hanno mostrato un ematocrito più basso rispetto all’anguilla. Quest’ultima, infatti, è un pesce che nuota per lunghi tratti e migra percorrendo anche migliaia di chilometri all’anno. Eppure, anche l’osservazione di quanti sono i globuli rossi che si stanno sviluppando, e quanti quelli che stanno invece morendo (senescenti), può dare informazioni su questi animali.

La velocità di rinnovamento cellulare

Le anguille, che crescono poco di anno in anno ed hanno un metabolismo più lento, mostrano meno globuli rossi sia giovani che vecchi. La velocità metabolica dell’anguilla è bassa probabilmente anche a causa del cambio stagionale di habitat tra acqua dolce ed acqua salata che richiede molta capacità di adattamento. Nel caso del grongo, invece, sono tanti i globuli rossi in via di maturazione o che sono alla fine del loro ciclo. Questo ha fatto pensare che il loro periodo di attività sia quindi più breve. Ciò potrebbe essere correlato ad una maggior velocità metabolica ed anche ad un tasso di crescita in lunghezza/massa annuale maggiore. Similmente avverrebbe anche per la murena.

Il sistema immunitario

Nel sangue delle murene, infine, sono stati osservati alcuni globuli bianchi unici che sono stati ribattezzati granulociti intensamente basofili (IBG). Queste cellule non sono state riscontrate né tra i gronghi né nelle anguille. Questo, sommato al minor numero di linfociti trovato nel sangue delle murene, potrebbe indicare che in questi animali è più importante l’immunità innata (trasmessa geneticamente) che quella acquisita (che si basa sulla storia di ogni individuo e con ciò con cui entra in contatto nel corso della vita). In generale, inoltre, è stato osservato che le cellule del sangue della murena sono più grandi di quelle degli altri anguilliformi (gronghi e anguille).

La diversità sconosciuta

In conclusione, la diversità che osserviamo quotidianamente tra persone castane o bionde, alte e basse, ha delle corrispondenze anche nel mondo naturale intorno a noi. Essa esiste, ovviamente, sia tra le specie che nelle specie. Solo che non ce ne accorgiamo!

Per approfondire:

Comparative hematology of wild Anguilliformes (Muraena helena, L. 1758, Conger conger, L. 1758 and Anguilla anguilla L. 1758) – Dikić D, Lisičí D, Matić-Skoko S, Tutman P, Skaramuca D, Franić Z, Skaramuca B – Animal Biology2013 vol: 63 (1)